
(ovvero: piccoli consigli per persone dall’umore “ballerino”)
Berlino: giovedì sette gennaio duemiladieci.
Tempo meteo: -6 gradi centigradi. Neve e ghiaccio ovunque.
Umore: inquieto.
Soluzione: shopping compulsivo da ARARAT in Bergmannstrasse 99.
Ho una buona notizia per coloro che soffrono di quell'oscura malattia denominata “shopping compulsivo”: Berlino è piena di negozi dove ci si può curare arrivando anche a non spendere un Euro. Vi state chiedendo "Come?", un po’ di pazienza e lo capirete. Attenzione però, perché per ottenere risultati apprezzabili dovrete leggere attentamente le istruzioni d’uso: semplici, veloci ed essenziali!
Il mio luogo oggi è ARARAT nella Bergmannstrasse 99 (cuore pulsante di Kreuzberg 61). Benvenuti nel regno più superfluo di così c'è solo Berlusconi! Visitate questo posto con un po’ di ironia altrimenti il piano non funzionerà! Cercate di non entrarci con valige o zaini ingombranti al seguito: ARARAT è sempre pieno, sia di persone che di oggetti. Questo è un buon posto anche per flirtare o per provare il “trasgressivo” scambio di coppia: in loco abbondano fidanzate che, trascinando inconsapevoli fidanzati, emettono mugolii di stupore davanti a sotto-bicchieri corredati di citazioni che poche di loro in realtà capiscono. Se poi siete di passaggio potrete comprare qualche pensierino per i cari: tanto trash quanto i corrispettivi italiani della torre di Pisa in miniatura o del duomo di Milano (per turisti con velleità atletiche). Insomma, per lo più oggetti spiritosi e bizzarri.
Il negozio ha una disposizione molto semplice: reparto quaderni, diari e cartoleria per aspiranti scrittori; reparto cartoline (quelle care, quelle con citazioni colte e quelle con citazioni strambe); e infine il reparto “puttanata pura”: carte da gioco con strane figure, occhiali da carnevale, mollette colorate per panni sormontate da torri della televisione in pieno stile DDR, giochi “ostalgici” e oggetti che ancora adesso non riesco a trovare parole per descriverli. C’è solo da andare e provare con mano!
Passiamo adesso ai prezzi: piuttosto alti lo ammetto ma niente panico perché è qui che entra in scena mio zio. Intorno ai miei sette anni questo zio, fotografo di professione, aveva molte mattine libere. Lui ha una figlia (naturalmente mia cugina, di due anni più grande, all’epoca – adesso è due anni più vecchia!) con la quale andavo molto d’accordo e non aspettavamo altro che la mattinata libera di suo padre per poter andare alla Upim per la giornata all’insegna dello “shopping con lo zio Mauro”. Il “gioco” consisteva nel comprare più cose possibili a testa: tutto ciò che avevamo sempre desiderato. Qui arriva il consiglio che dovrete seguire a Berlino, quando lo shopping compulsivo vi tormenterà dovrete toccare, prendere in mano, usare (nel limite della decenza e naturalmente senza danneggiare niente) e scrutare qualsiasi oggetto che vorreste comprare; poi dovrete riporre diligentemente l’oggetto al proprio posto senza passare dalla cassa. Lo zio Mauro ci diceva: “vedete basta toccalla la roba, un c’è miha bisogno di pagalla: tu la thocchi e l’è tua mentre ce l’hai in mano, appena tu la rimetti giù vedrai che ti passa la voglia di ccompralla sui serio”. È fiorentino zio Mauro e non sapete quanta ragione avesse. Questa però è una cura solo per sintomi leggeri, quando l’umore ha bisogno di una piccola spinta per andare avanti e ricominciare a vivere seriamente e serenamente questa meravigliosa città dai mille volti e dalle mille possibilità. Anche io che ho toccato un magnifico trittico di rane incoronate mi sento davvero molto meglio: domani comprerò un biglietto per un magnifico spettacolo “Wer hat Angst vor Virginia Woolf?” di Edward Albee al Deutschestheater. Buona cura und viel spaß!
Cristiano
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