lunedì 1 marzo 2010

Sinn Berlins presenta il nuovo sito online

Da oggi ci trovate all'indirizzo: www.sinnberlins.eu

mercoledì 20 gennaio 2010

Colors, sugar and spice: at "Cupcake Berlin" everything is nice!




Affascinata da Berlino l'americana Dawn Nelson decise di portare in trasferta nella capitale tedesca i propri dolcetti conosciuti come "cupcakes".
Il cupcake è di fatto una mini tortina simile al muffin e in America sono un vero e proprio culto, in pratica vengono utilizzati in ogni occasione: dalle feste di compleanno al thè del pomeriggio… Grammi di colore per le pupille e dolcezza per le vostre papille gustative; almeno una volta nella vita è consigliato l'assaggio soddisfacente di queste meravigliose leccornie.
L'insegna quadrata rosa confetto di
Cupcake Berlin fa capolino a metà strada della Krossener straße – una traversa della nota Simon-Dach strasse nel quartiere bohémien e trendy di Friedrischshain –, e raffigura il simbolo di questo dolcetto che tanto ha da offrire anche agli animi più tristi e sconsolati.
L'interno del negozio è molto ordinato, minimale; sarà il colore delle pareti di un azzurro carta da zucchero che riesce a dare un'atmosfera di serenità e pace dei sensi; sì, anche a quelli di colpa! Mi è capitato di rimanere seduta per un tempo piuttosto lungo, senza potermene quasi accorgere, sorseggiando un Latte Macchiato, perdendomi e degustando ogni piccola forchettata del cupcake.
Il locale offre anche merchandising con il logo del negozio; magliette, borse di tela, barattoli di vetro al cui interno spillette e souvenir formato cartolina, piccole confezioni di biscottini anche con impasto vegano, per soddisfare papille e gusti di ogni tipo.
C'è perfino un tipo di cupcake dedicato al mitico Elvis Presley: chiamato "The King", composto da una base al cioccolato e una superficie di glassa di burro d'arachidi e fettina di banana all'estremità "come corona del Re", proprio come i gusti di Elvis.
Inoltre, in onore di uno dei migliori film anni Ottanta, potete trovare anche il cupcake "Pretty in Pink"; sapore che si destreggia tra impasto alla vaniglia e "oh-so-pretty-pink" glassa anch'essa di vaniglia: delizioso!
Non vi resta che venire a scoprire e assaggiare gli altri dolci amici di Elvis…
Ele

lunedì 18 gennaio 2010

Lange Nacht der Museen


Il 30 Gennaio a Berlino si terrà la 26ª “Lange Nacht der Museen”(La lunga notte dei musei). Un appuntamento che si ripete due volte l’anno (oltre che a gennaio c’è un'edizione estiva il 30 agosto) e che coniuga i due aspetti che caratterizzano questa capitale europea: cultura e vita notturna! Fin dalla sua prima edizione (del 1997) più di centoottanta tra musei e istituti di cultura hanno partecipato a questa manifestazione. In questa prima edizione targata 2010 oltre sessanta musei e istituzione culturali apriranno i battenti ai visitatori nottambuli, dalle 18 alle 2 di notte. La serata prenderà il via dalla scalinata del Berliner Rathaus (di fronte alla torre della televisione), con un grande spettacolo di fanfare; da quel momento ognuno sarà libero di scegliere l’itinerario che più gli si addice. Si, perché naturalmente i nostri vicini tedeschi hanno previsto ben 5 itinerari canonici che ogni persona può percorrere in comode e gratuite bus navette (nel senso che il tutto è compreso nel biglietto di partecipazione alla lunga notte). Per quanto riguarda il programma intero vi rimando al sito Lange Nacht Dek Museen, per chi se la cava col tedesco o con l’inglese. Se siete interessati ai percorsi previsti dall’organizzazione dell’evento nel sito potrete trovare tutto ben descritto e corredato da cartine della città e dei percorsi dei bus. Il mio scopo però è quello di dare un paio di consigli per poter sfruttare a pieno questa nottata di museo e coniugare il divertimento con la visita culturale di musei che vi permetteranno (probabilmente) di evitare file interminabili come sicuramente succederà nell’isola dei musei e affini! Per i musei statali ricordo a tutti che qui a Berlino ogni giovedì dalle 18 alle 22 l’ingresso è gratuito (e naturalmente l’isola dei musei comprende tutti musei statali). Comunque sia volevo proporvi un itinerario composto da 5 musei: quello per cinefili, quello per bambini e adulti (in verità più per adulti che per bambini!), quello classico, quello contemporaneo con location strepitosa e quello prettamente divertente (se visto col senno di poi!). Ah, prima di addentrarmi nelle piccole schede esplicative di questi cinque musei ecco di seguito un paio di informazioni logistiche che potrete comunque ricavare anche dal sito ufficiale. Costo del biglietto: € 15 i biglietti si possono comprare in qualsiasi macchinetta automatica che vende biglietti per metro e bus (S-bahn e U-bahn) oppure presso le casse di tutti i musei che partecipano all’iniziativa. Validità del biglietto: dalle 18.00 alle 2.00 valido per l’ingresso in tutti i musei partecipanti. Dalle 15.00 fino alle 5.00 di mattina potrete utilizzare il biglietto come un “tageskarte” per tutti i mezzi della BVG (ebbene si: potrete prendere qualsiasi bus o metropolitana comprese le navette per gli itinerari organizzati fino alle cinque del mattino).
E adesso passiamo all’itinerario consigliato da “Sinn Berlins”…


Museum für Film und Fernsehen (Museo del Cinema e della Televisione) in Potsdamer Platz (Sony Center)
Da più di quaranticinque anni la cineteca tedesca raccoglie, archivia e restaura tutto ciò che ha a che fare con la storia del cinema e della televisione nazionale e internazionale. Oltre a un’esposizione generale (dagli albori fino a “Goodbye Lenin”) in uno splendido e interessante spazio espositivo, ci sono al momento due mostre temporanee: una su Metropolis di Fritz Lang con oggetti originali dal set e una ricca mostra fotografica; l’altra esposizione è dedicata a Romy Schneider: la mutevole carriera dell’attrice tedesca che diventò una diva del cinema francese degli anni settanta.


Gämeldegalerie al Kulturforum in Potsdammer Platz
La Gäemeldegalerie è una delle più significative collezioni europee di pittore che vanno dal 13° al 18° secolo: da Rembrandt a Caravaggio, da Dürer a Rubens. In alcune sale si ha l’impressione di trovarsi davvero in Italia! Solo un consiglio: cercate di concentrarvi solo su una parte limitata di sale (ce ne sono davvero tante e tutte molto “affollate” di opere d’arte): la notte non è eterna... nemmeno a Berlino!


Planetarium (ZeissGrossplanetarium) in Prenzlauer Alee, 80
È il planetarium più grande della Germania ed ha un “teatro delle stelle” tra i più moderni d’Europa. È divertente e affascinante e metterà d’accordo grandi e bambini!


Hamburger Bahnhof in Invalidenstraße, 50
Confesso: è uno dei miei preferiti qui a Berlino: non solo per ciò che vi è esposto (detto sinceramente non tutto mi entusiasma qui dentro), ma trovo la location strepitosa: anche solo per questo la visita vale la pena. Il museo si trova in una vecchia stazione ferroviaria utilizzata come tale fino a metà dell’ottocento. Già agli inizi del novecento questo luogo era diventato uno spazio espositivo. La Hamburger Bahnhof fu una delle prime stazioni di testa della città (tuttora poco comuni a Berlino). Vi troverete allestite sia una mostra permanente di arte contemporanea (piano terra), che esposizioni temporanee nelle sale al primo piano che spaziano dalla fotografia alla scultura fino alle installazioni prettamente in odore di contemporaneo!


DDR Museum (Museo della Repubblica Democratica Tedesca) in Karl-Liebknecht-Str. 1 (direttamente sul fiume Sprea sotto il Duomo)
Questo è un consiglio divertente che volevo darvi e che dovrete prendere come piccola pausa nella vostra lunga notte dei musei berlinesi. Potrete trovarlo anche interessante se avrete quell’approccio interattivo che il museo vi propone: toccare con mano oggetti (o per meglio dire cimeli ostalgici) della ormai leggendaria - nel bene e nel male - Repubblica Democratica Tedesca. All’interno del museo c’è addirittura la ricostruzione di classico appartamento dell’est dove potrete utilizzare elettrodomestici originali dell’epoca o sedervi su un divano stile anni Settanta utilizzato fino alla fine degli ottanta. Un contrasto enorme se guardando l’appartamento comincerete a ripensare come vivevamo noi in quegli anni: avevamo già importata il ketchup... purtroppo o per fortuna!


Viel spaß. Fiora

giovedì 14 gennaio 2010

High quality and low prices: Michel Berger Hotel




A spulciare il sito, mi verrebbe voglia di avere uno di quegli opuscoletti per imparare a ballare il mambo con il disegno della suola delle scarpe e i rispettivi numerini scritti sotto per seguirne i passi. Poi quando Sabri mi chiede: “Ele hai scritto il pezzo sull’Hotel Michelberger di Warschauer Straße?”, le rispondo: “Sabri mi sono persa! Questo sito è come un campionatore di suoni e faccine!”. Ne rimango affascinata. D’altronde Berlino è anche e soprattutto questo: colore, suoni e creatività. Ed è proprio quest’ultima a fare da background a questa nuova scoperta: uno spazio divertente, un hotel creato da un gruppo amici sulla trentina che d’inventiva ne hanno proprio da vendere.
Situato a poche centinaia di metri dall’East Side Gallery (il tratto di Muro più esteso della città), quasi di fronte al capolinea della linea verde della metropolitana (U1) e dello Strasse Bahn M10, in Warschauer Strasse, il Michel Berger Hotel si destreggia anche con strambe e curiose scritte che di fatto ne sostituiscono l’insegna e sono costruite con scotch nero, sì proprio lo stesso che usano gli elettricisti. Situato in un’ex fabbrica l’hotel ha oltre cento stanze ornate da ampie finestre e lunghe tende color giallo canarino che fanno da punto luce e si combinano perfettamente con mobili hand-made costruiti in legno; gusto del riciclo ad altissimi livelli, proprio come è ben visibile nella maggior parte dei locali della città.
Il confort dell’hotel include anche televisori a schermo piatto posizionati all’interno delle cassette di legno della frutta attaccate alle pareti; inoltre il Michelberger è provvisto di servizio Wi-Fi e le comodità non mancano nemmeno nelle stanze più grandi che riescono a ospitare fino a sei persone.
Perfetto per chi adora l’alta qualità del design alternativo a prezzi quasi da ostello! Insomma: “Divertitevi a ballare il mambo“.
Ele

lunedì 11 gennaio 2010

Strike a pose! Anzi quattro!


Rigorosamente in bianco e nero, non c’è due senza tre e la quarta vien da sé… da soli o in compagnia a Berlino la fototessera può diventare anche divertimento. Se siete in gruppo stringete i sederini e infilatevi sardine style ma versione sorriso a cocomero in questi “cabinotti” magici: 4 pose a 2 euro. È un must! E soprattutto siamo fieri di annunciare che questo “movimento di comunicazione” è stato introdotto da un fotografo sperimentale italiano! Il suo nome è Franco Vaccari (Modena, classe 1936). La sua carriera si apre al grande pubblico, con la partecipazione alla Biennale di Venezia nel 1972, in cui ebbe luogo una delle sue “Esposizioni in tempo reale”: in breve, nella sala a lui riservata, il giorno dell’inaugurazione si vedevano solo pareti bianche e una Photomatic. Sul muro compariva una fotografia dell’artista, e una scritta: “Lascia su queste pareti una traccia del tuo passaggio”. Fu un successone! Immaginate la fila! Un serpentone di gente incuriosita e coinvolta al progetto, diventando autori e protagonisti attraverso i loro 4 ritratti formato fototessera!
Crediamo che quest’idea sia talmente divertente e coinvolgente che per una volta la magia del digitale viene messa in secondo piano, e seduti sugli sgabellini dello “strike 4 poses” meccanico facciamo concorrenza ad Amelie Poulain e al librone da lei ritrovato pieno di fototessere. Per saperne di più non resta che visitare il sito Photoautomat.
Ele


sabato 9 gennaio 2010

Diario meteorologico (1)


(ovvero: piccoli consigli per persone dall’umore “ballerino”)

Berlino: giovedì sette gennaio duemiladieci.
Tempo meteo: -6 gradi centigradi. Neve e ghiaccio ovunque.
Umore: inquieto.
Soluzione: shopping compulsivo da ARARAT in Bergmannstrasse 99.


Ho una buona notizia per coloro che soffrono di quell'oscura malattia denominata “shopping compulsivo”: Berlino è piena di negozi dove ci si può curare arrivando anche a non spendere un Euro. Vi state chiedendo "Come?", un po’ di pazienza e lo capirete. Attenzione però, perché per ottenere risultati apprezzabili dovrete leggere attentamente le istruzioni d’uso: semplici, veloci ed essenziali!
Il mio luogo oggi è
ARARAT nella Bergmannstrasse 99 (cuore pulsante di Kreuzberg 61). Benvenuti nel regno più superfluo di così c'è solo Berlusconi! Visitate questo posto con un po’ di ironia altrimenti il piano non funzionerà! Cercate di non entrarci con valige o zaini ingombranti al seguito: ARARAT è sempre pieno, sia di persone che di oggetti. Questo è un buon posto anche per flirtare o per provare il “trasgressivo” scambio di coppia: in loco abbondano fidanzate che, trascinando inconsapevoli fidanzati, emettono mugolii di stupore davanti a sotto-bicchieri corredati di citazioni che poche di loro in realtà capiscono. Se poi siete di passaggio potrete comprare qualche pensierino per i cari: tanto trash quanto i corrispettivi italiani della torre di Pisa in miniatura o del duomo di Milano (per turisti con velleità atletiche). Insomma, per lo più oggetti spiritosi e bizzarri.
Il negozio ha una disposizione molto semplice: reparto quaderni, diari e cartoleria per aspiranti scrittori; reparto cartoline (quelle care, quelle con citazioni colte e quelle con citazioni strambe); e infine il reparto “puttanata pura”: carte da gioco con strane figure, occhiali da carnevale, mollette colorate per panni sormontate da torri della televisione in pieno stile DDR, giochi “ostalgici” e oggetti che ancora adesso non riesco a trovare parole per descriverli. C’è solo da andare e provare con mano!
Passiamo adesso ai prezzi: piuttosto alti lo ammetto ma niente panico perché è qui che entra in scena mio zio. Intorno ai miei sette anni questo zio, fotografo di professione, aveva molte mattine libere. Lui ha una figlia (naturalmente mia cugina, di due anni più grande, all’epoca – adesso è due anni più vecchia!) con la quale andavo molto d’accordo e non aspettavamo altro che la mattinata libera di suo padre per poter andare alla Upim per la giornata all’insegna dello “shopping con lo zio Mauro”. Il “gioco” consisteva nel comprare più cose possibili a testa: tutto ciò che avevamo sempre desiderato. Qui arriva il consiglio che dovrete seguire a Berlino, quando lo shopping compulsivo vi tormenterà dovrete toccare, prendere in mano, usare (nel limite della decenza e naturalmente senza danneggiare niente) e scrutare qualsiasi oggetto che vorreste comprare; poi dovrete riporre diligentemente l’oggetto al proprio posto senza passare dalla cassa. Lo zio Mauro ci diceva:
“vedete basta toccalla la roba, un c’è miha bisogno di pagalla: tu la thocchi e l’è tua mentre ce l’hai in mano, appena tu la rimetti giù vedrai che ti passa la voglia di ccompralla sui serio”. È fiorentino zio Mauro e non sapete quanta ragione avesse. Questa però è una cura solo per sintomi leggeri, quando l’umore ha bisogno di una piccola spinta per andare avanti e ricominciare a vivere seriamente e serenamente questa meravigliosa città dai mille volti e dalle mille possibilità. Anche io che ho toccato un magnifico trittico di rane incoronate mi sento davvero molto meglio: domani comprerò un biglietto per un magnifico spettacolo “Wer hat Angst vor Virginia Woolf?” di Edward Albee al Deutschestheater. Buona cura und viel spaß!
Cristiano

mercoledì 6 gennaio 2010

"Berlin" di Eraldo Affinati

La Berlino di Eraldo Affinati non conosce confini, né geografici, né storici. “Berlin” si racconta attraverso sette pronomi e per sette giorni. Sette percorsi per descrivere una città nata e risorta come una mitologica fenice. Parlano le statue, il Muro, i grattacieli, le stazioni, le vie, le piazze, i morti, i vivi. Parlano Jesse Owens, Vladimir Nabokov, Rosa Luxemburg, Franz Kafka, Marlene Dietrich, le aquile del Terzo Reich e la Madonna del Botticelli. Apre la Dea della Vittoria che stringe la lancia aspirando i profumi del Tiergarten; chiude Albert Einstein, il cui genio sembra scintillare nello sguardo rapido di un ragazzine in bicicletta. L’autore scende nei bunker sotterranei, nuota nelle piscine pubbliche, corre in BMW, sorride ai fantasmi, si perde in periferia, ritrova il sentimento italiano nei quadri della Gemäldegalerie e nelle canzoni di Mia Martini. Si rivolge a Marx ed Engels. Ammira gli studenti della Biblioteca Nazionale. Riflette nella Stanza del silenzio. Ci racconta degli Hohenzollern e delle giovani reclute morte sulle alture di Seelow per difendere Hitler. Fa amicizia con i venditori di Kebab. Segue gli ultimi sopravvissuti dei lager. Ascolta i piloti della Luftwaffe, le prostitute dell'Artemis, i calciatori corrotti della Dynamo, le gracchie che volano sugli stabilimenti dismessi della Sprea, perfino le birre tracannate sui banconi delle Kneipen. Alla fine ci consegna il ritratto impossibile di un camaleonte: una città che sembra più vera di quella autentica, ma è fantastica come una leggenda. Eraldo Affinati è un autore romano e con “Berlin” (ed. Rizzoli) ha vinto nel 2009 il Premio Recanati Festival della Narrativa italiana e il Superflaiano.
Sabrina

lunedì 4 gennaio 2010

do you read me?!


Gli appassionati di magazine non possono mancare l'indispensabile visita da Do You Read Me?!
Lo shop di Mitte - Auguststrasse 28 - propone il meglio delle pubblicazioni periodiche da tutto il mondo. Il tempio sacro dell'editoria offre uno spettro davvero ampio di riviste: dalla moda alla fotografia, dall'arte all'architettura, dal design al cinema... Una newsletter aggiorna i lettori di tutto il mondo sulle novità che ogni settimana riempiono gli scaffali dello shop. Inoltre, lo staff fornisce ai clienti aggiornamenti mirati, soddisfa ricerche e invia scorte personalizzate ai propri adepti. Si entra con fare solenne alla ricerca di un magazine, se ne consultano decine e si esce sempre con qualcosa di nuovo per il proprio archivio.
Sabrina